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08 novembre, 2005

NO TAV

07.11.2005

Alta velocità in Val di Susa, 100 denuciati per gli scontri di lunedì scorso

Mentre la Val di Susa si prepara allo sciopero generale del 16 novembre contro la Tav, la ferrovia dell’alta velocità Torino-Lione, salgono a cento le persone denunciate in seguito agli incidenti verificatisi lunedì scorso a Mompantero, durante la manifestazione contro la costruzione della linea. Alle 70 denunce della polizia, se ne sono aggiunte altre 30 da parte dei carabinieri di Susa. Varie le ipotesi di reato che vanno dall’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza alla resistenza e alla violenza a pubblico ufficiale.

«Ero presente lunedì scorso a Mompantero. Ora però toccherà al magistrato valutare, certo non mancano le prove video di quella giornata. Noi tutti sapevamo chiaramente che si correvano dei rischi e abbiamo scelto di essere là insieme a moltissimi altri valsusini». A parlare è il segretario Ds Val Susa, Fabrizio Caneva che appena avuta notizia del provvedimento ha anche commentato: «A Mompanero le forze dell’ordine hanno avuto un comportamento molto responsabile vista la gravità della situazione. Poi le cose sembra abbiano iniziato a procedere un po’ per proprio conto, ma credo che anche in questo caso finirà col prevalere il buon senso».

Settanta persone sono state denunciate dalla Digos e trenta dai carabinieri. Si tratta di sindaci della Val di Susa, rappresentanti delle istituzioni locali, giovani dei centri sociali e gente comune che a vario titolo sarebbero coinvolte negli incidenti a Mompantero lunedì scorso durante le manifestazioni contro l’alta velocità. Le prime denunce sono state depositate dalla Digos già domenica sera in Procura a Torino, i carabinieri le consegneranno nel pomeriggio di lunedì. Alcune persone colpite dal provvedimento si trovano in entrambi i fascicoli. Tutte si basano sulla documentazione fotografica e video di quanto è accaduto. Varie le ipotesi di reato formulate dagli investigatori, a seconda dei casi si va dall’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza alla manifestazione non preavvertita, dalla resistenza alla violenza a pubblico ufficiale e al blocco stradale. Fra i denunciati vi sarebbero i nomi del presidente del Consiglio provinciale di Torino, Sergio Vallero, di Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana bassa Valle di Susa, e di Mauro Corena, della Lega Nord, presidente della Comunità Alta Valle di Susa, e ancora il sindaco di Condove, Barbara Debernardi, quello di Chianocco, Mario Russo, numerosi assessori comunali e due vigili urbani.

«Si tratta di un atto dovuto e si sa che in questi casi la procedura deve seguire il suo iter - dice Sergio Vallero - Le forze dell’ordine devono fare il loro dovere, così come anche gli amministratori. Ciò che ho fatto lo rifarei 1000 volte perché sono convinto che il ruolo delle istituzioni sia quello di essere presenti là dove c’è il conflitto per cercare di mediare in ogni modo fra le parti. Non mi stupisce la denuncia, quanto il fatto che giunga alla vigilia della discussione su una mozione di censura presentata da An contro di me proprio per il mio impegno relativo alle mediazioni nella questione della Tav. Lunedì scorso a Mompantero ero presente nella mia veste istituzionale per cercare di evitare che la contrapposizione fra le forze dell’ordine e i cittadini che manifestavano democraticamente potesse degenerare in una pura questione di ordine pubblico con scontri anche violenti. Voglio sottolineare per altro - dice ancora Vallero - che l’atteggiamento delle forze dell’ordine in quell’occasione è stato di forte responsabilità e coscienza, comprendendo che la situazione era davvero difficile e pericolosissima. All’inizio - continua Vallero - era importante che della questione Val Susa si parlasse a livello nazionale, ritenendo che l’informazione di ciò che accade in Valle va al di là della Valle stessa, ora però la valenza di questa informazione ha assunto un aspetto diverso e quella che finora è stata una lotta bella e giusta è stata trasformata in un che a chi non conosce la situazione rischia di apparire sbagliata. E gli amministratori che hanno profuso tanto impegno e passione per una giusta causa rischiano di passare dalla parte del torto, soprattutto perché delle notizie ci si limita a riportare solo gli aspetti negativi e non vi è più la possibilità di capire cosa stia realmente succedendo».

Vallero esclude fra l’altro che le denunce possano avere qualunque conseguenza politica all’interno della maggioranza che sostiene l’amministrazione provinciale di Torino. «Domani - dice - quando sarà discussa la mozione di censura contro di me, voglio sperare che nessuno le voglia usare strumentalmente. Sono certo che nella nostra coalizione prevarrà la solidarietà nei miei confronti. Se così non dovesse essere, allora saremmo di fronte ad una ulteriore sconfitta della politica intesa come mediazione per far prevalere il dialogo nelle situazioni più difficili».

Per Antonio Ferrentino, «la denuncia è un atto dovuto. Tanto che eravamo già stati avvisati da un dirigente della questura. Siamo perfettamente sereni perché riteniamo di aver svolto il nostro compito di amministratori e chiariremo in tribunale la nostra posizione».

Mentre Mauro Corena dice: «Non ho nulla, né giuridicamente, né moralmente, di cui vergognarmi. Ma sicuramente non è un atto di distensione che amministratori vengano denunciati specie per aver, tra l’altro, evitato che una situazione difficile potesse degenerare. La documentazione dimostrerà come davvero si è svolta la giornata. Noi eravamo presenti anche su mandato dei nostri consigli che ci avevano chiesto di essere presenti per dire no all’opera».

Barbara Debernardi preferisce aspettare di ricevere un avviso di garanzia prima di commentare fatti avvenuti sotto gli occhi di centinaia di persone. Il procuratore Maurizio Laudi, che ha ricevuto le denuncia sulla sua scrivania e dovrà occuparsi di questo caso, come dell’altro relativo alla lettera e al pacco bomba indirizzati contro la caserma dei carabinieri di Susa, oltre ad aver ribadito che non esistono collegamenti fra le due inchieste ha anche invitato ancora una volta alla «moderazione se si vogliono isolare i violenti».

Intanto però, la gente nella Valle non accetta come un fatto scontato che le denunce siano arrivate così numerose e soprattutto contro i rappresentanti delle istituzioni. «Per quanto riguarda le denunce - dice Jacopo Suppo, giovane di Condove - credo che facciamo parte “del gioco” e sono ben conscio del fatto che le forze dell’ordine lunedì scorso dovevano prendere possesso dei terreni per i sondaggi geognostici e che noi manifestanti glielo abbiamo impedito; le forze dell’ordine avevano degli ordini da eseguire. Noi, dovevamo difendere il nostro territorio, e per farlo non abbiamo esitato a fare una resistenza passiva frapponendo alle forze dell'ordine il nostro corpo. Io a Monpantero c’ero e il ricordo di quella giornata resterà vivo in me per molto tempo: innanzitutto perché veramente ci sentivamo tutti uniti e compatti per impedire che la nostra Valle iniziasse a venir occupata e rovinata, ma - continua Suppo - mi resterà anche in mente l'immagine dei poliziotti che caricano e buttano a terra i sindaci con le fasce: l’immagine dello Stato che ha caricato lo Stato. Tutto ciò, prima che inaccettabile, soprattutto per noi giovani, è triste e sconsolante: questo episodio dimostra che quando la politica viene esautorata dal suo ruolo e si lascia spazio solo a sterili prove di forza,il risultato non potrà mai essere positivo; quando gli interessi economici sono più forti della pacifica protesta di migliaia di persone, forse è il momento di fermarsi tutti a riflettere sul vero significato delle parola democrazia».

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